Ospite di Bevande Verona Zarpellon firma fino al 2026 con la Virtus Verona

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Ospite di Bevande Verona Zarpellon firma fino al 2026 con la Virtus Verona

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L’Arena del 4 maggio 2024

“Zarpe” ci mette la firma: alla Virtus fino a giugno 2026

Il fantasista di Fresco rinnova: «Ho un debito di riconoscenza verso questo club che per me
è come una famiglia.

In maglia rossoblù sinora 87 presenze e tre reti all’attivo. «Quello che ho appena finito», ricorda da Bevande Verona, di fianco al titolare Renato Paganotto, «è il quarto anno in questa squadra».

Un puzzle che prende forma. I tasselli che si fissano, si incastrano l’uno con l’altro. La Virtus annata  2024-25 sta prendendo sostanza. Un pezzo alla volta, passo dopo passo.
Prima la difesa con i rinnovi di Marco Ruggero, Marco Amadio e Manuel Daffara. E ora l’estro, l’imprevedibilità di Leonardo Zarpellon. Contratto sino al 30 giugno 2026 per il gio catore nato a Bassano del Grappa il 22 maggio 1999, cresciuto all’ombra del ponte degli Alpini, quindi Vicenza e dal 2020 pedina dello scacchiere di Gigi Fresco. In maglia rossoblù sinora 87 presenze e tre reti
all’attivo. «Quello che ho appena finito», ricorda da Bevande Verona, di fianco al titolare Renato Paganotto, «è il quarto anno in questa squadra. Purtroppo, però, il mio apporto sinora è stato limitato perché forse solo in questo campionato ho potuto giocare con una certa regolarità. Anche quando ero infortunato la Virtus mi ha sempre aspettato, non mi è stata fatta alcun tipo di pressione e quando ho recuperato mi è stata concessa fiducia. Devo ripagarla, ho un debito di riconoscenza nei confronti di questa società che è una vera e grande famiglia, perché alla Virtus contano davvero i valori morali.

È tempo di ripagare questa fiducia cercando, magari, qualche gol in più». La concretezza “Zarpe” insiste: «Per essere un giocatore offensivo ne faccio troppo pochi. Mi piace la giocata ma deve esse-
re più concreta».

Il trequartista ammette che «forse quest’anno abbiamo avuto un calo fisico nella seconda parte del campionato, abbiamo giocato con meno intensità.

Dobbiamo ritrovare la grinta e la compattezza che c’è u po’ venuta meno. Sono certo che lo faremo».

Diego Campedelli, direttore generale del sodalizio rossoblù, confessa come «Leonardo è un giocatore ancora tutto da scoprire. Ha un grande talento ma questo gli è riconosciuto da anni. Ha avuto tanta sfortuna e credo sia ancora in credito con la buona sorte. È uno in grado di saltare l’uomo, di fare la giocata che rompe gli equilibri». Campedelli sottolinea
come «per costruire il gruppo del prossimo anno siamo partiti dai ragazzi che hanno qualità anche umane. Tra un paio di settimane faremo anche altre valutazioni. Una squadra con
più grinta? In C serve sempre ma per giocare a calcio servono anche i piedi buoni E quelli Leonardo li ha». Vince il bel calcio. Un concetto, quello del bel calcio, che Campedelli rimarca. «Quest’anno, ed era da un po’ che non si vedeva, abbiamo visto una squadra vincere il campionato proponendo un’idea di calcio importante. Il Mantova se lo è meritato perché aveva idee propositive, talvolta nuove per la categoria.
Ripeto: corsa, ritmo, intensità sono necessarie in C.

Ma l’idea di calcio può fare la differenza e il Mantova l’ha fatta e alla grande».

Intanto non è ancora il tempo del rompete le righe per i ragazzi di Gigi Fresco.

Domani alle 16 allenamento congiunto, a porte chiuse, all’Euganeo contro il Padova che si sta preparando ai playoff.
Sandro Benedetti